Maremma Libertaria n 20

 

Libertà Uguaglianza Fratellanza Cinghialanza. A troncamacchioni sulle macerie dell’esistente

Se continua così tra vent’anni tutta l’Italia somiglierà a Milano” (Luciano Bianciardi, Lettera ad un amico, 1962)

“in generale il popolo di Maremma è composto di fuorusciti e banditi da altri paesi, di gente che ci cala dalla montagna per guadagnarsi il pane e di maremmani che devono spesso difendersi da quella gente (…)però quelli abitanti sono nella maggior parte senza religione, prepotenti, violenti, bestemmiatori, rissosi, dediti alla crapula ed al libertinaggio anche sudicio, indisciplinati resistenti alla giustizia, armigeri e non possono essere contenuti che col rigore, essendo i loro preti i primi che danno cattivissimi esempi in tutti i generi”  Da Pietro Leopoldo, “Relazioni sul governo della Toscana”, riportato in “Potassa. Storie di sovversivi, migranti, erranti, sottratti alla polvere degli archivi”, di Alberto Prunetti

“Potrei chiedere agli anarchici. Se c’è una cosa che va riconosciuta agli anarchici è la memoria lunga.Tengono una memoria perfino tignosa di ogni cosa. E’ logico, senza l’ assiduo esercizio di una buona memoria l’anarchia non sarebbe altro che un naufragio eterno. L’anarchia non costruisce nazioni, costruisce mondi.” (Maurizio Maggiani il Romanzo di una Nazione)

 

Il fascismo non è una opinione, è un crimine. E chi oggi solleva polveroni, propaganda bufale, cerca di passare per vittima anzichè carnefice, è un fascista.Diffondete questo articolo, certa feccia va stroncata sul nascere! “Non sappiamo dove sia la mitica foiba grossetana, però sappiamo – benché se ne parli poco, poco davvero, che è una brutta storia – che nel comune di Roccastrada era attivo un lager fascista. Sappiamo per certo dov’è, nessun dubbio di geoposizionamento: si trovava presso un vecchio seminario a Roccatederighi, una frazione di Roccastrada…. Non un lager nazista:un lager fascista, voluto dal prefetto di Grosseto Ercolani con un atto del 28 novembre 1943. Filo spinato, ebrei radunati e italianissimi aguzzini. Come in un film di Spielberg, però dietro casa nostra. Ebrei maremmani, perlopiù provenienti da Pitigliano.C’è un dettaglio ancor più inquietante. Il campo si trovava su un fondo di proprietà ecclesiale: la chiesa cattolica non solo sapeva, ma cooperava per il vil denaro, tanto che le gerarchie ecclesiastiche chiesero alle nuove autorità italiane, a guerra finita, il saldo del canone di affitto concordato con i repubblichini. Pacta sunt servanda….”

( Alberto Prunetti)

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http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=24102

 

 

 

 

Maremma Libertaria compie 5 anni. Partita per caso con quattro righe, arriva adesso al n. 20 e passa dai 6-7 lettori del n 1 ai sei-settecento di questo.Ricordo volentieri il convegno su Bianciardi e l’intervista a Tano D’Amico, gli articoli di Alberto e i suoi libri, e quelli di Alessandro Angeli e di Luciana Bellini. Ringrazio tutti i suoi collaboratori  spesso involontari, e quelli invece che rilanciamo tra i nostri lettori. Senza prenderci troppo sul serio, figli dell’ironia delle nostre genti.Dalle macchie dell’Alta Maremma, nostra patria il mondo intero, nostra legge la libertà ! Sempre viva l’anarchia!

http://youtu.be/R_g9CK8hJrQ

 

Tutta la vita dalla parte di chi sfonda i muri

“…L’altro è un giovane uomo africano e il suo sorriso : «Alla polizia che mi chiedeva il permesso di soggiorno ho detto: quando sono nato non sono uscito dalla pancia di mia madre con i documenti. Ho diritto di vivere dove desidero, sono cittadino del mondo»

http://www.left.it/2016/03/01/tutta-la-vita-dalla-parte-di-chi-sfonda-i-muri/

 

 

Fuocoammare Quel volto ci guarda dritto negli occhi e a quel punto non possiamo più credere, o far finta di credere, di non essere noi stessi coinvolti, di non essere proprio là, dove è quel ragazzo, di fronte a lui, insieme al regista che là ci ha condotti. Il volto in primissimo piano dei migranti è lo strumento cinematografico che Rosi sceglie per rompere la retorica dei grandi numeri e l’indifferenza che porta con sé.

http://www.lavoroculturale.org/fuocoammare-gianfranco-rosi/

 

 

Odo alti lai giunger da destra e sinistra: pd imbelli grilletti infami…Eh cari tutti-e, qui ci siamo dimenticati che è la lotta, con corollario di sassate e barricate se necessario, che strappa migliori condizioni e diritti per tutti, e non manovrette parlamentari con la carità pelosa di partiti o movimenti non di 5 stelle ma di mezza pensione democristiana…odore prevalente in questo Paese: fogna, con acque morte e sentore di fascismo, retrogusto di sacrestia e ostie stantie. Amen (Erasmo)

(Gerda Taro, Spagna ’36 )

Quanto vale la vita di un giovane? Quanto vale la vita di Giulio Regeni?
Vale forse mettere in discussione i nostri lucrosi affari con una dittatura amica sullo scacchiere del mediterraneo? Possiamo spingerci a chiedere la Verità ad un governo amico, oltre quella fin troppo comprensibile che gli sgherri di un regime hanno torturato a morte e abbandonato come un cane a bordo strada il cadavere di Giulio come già fanno giornalmente con gli oppositori? Certo che no, spiega oggi dalla prima pagina del Corriere della Sera Sergio Romano “l’ambasciatore”. Lo spiega con calma, con “realismo”, con peloso rammarico persino, ma chiaramente, ribadendo il concetto pubblicando una lettera su questa lunghezza d’onda nella rubrica interna del giornale. Giulio è sepolto, anche basta adesso chiedono i grandi commendatori del commercio estero, i fini analisti del ministero degli esteri, e mandano avanti un loro uomo e il loro giornale di riferimento. Ora capite perché la borghesia “illuminata” italica mi fa senso,e perché ne leggo i giornali? E’ il mio quotidiano vaccino contro l’assuefazione strisciante ad un potere ipocrita e con le mani sporche di sangue. (Ulisse )

 

 

 

 

 

Padrone e Dio
Finch’esiste il padron, l’uomo è soggetto
a schiavitù sfibrante materiale,
e finch’esiste dio nell’intelletto,
esisterà la schiavitù morale.
Padrone e dio, vecchio binomio eretto
a sistema di giogo universale;
ecco della miseria il maledetto,
il secolar principio irrazionale.
Per redimere l’uomo, dunque, occorre
Il padrone rovesciar, bandire iddio
e al posto loro il diritto uman riporre.
Quando non potrà più, sul tuo, sul mio,
le sue pretese il Privilegio imporre,
sorgerà il noi, sul tramontar dell’io.
Antonio Gamberi
Ottobre 1924

Alessandro Angeli (ri) pubblica “Nostra patria il mondo intero” storia d’amore e d’anarchia su Antonio Gamberi, per eretica di Stampa Alternativa, sulla sua pagina facebook omonima potete trovare gli aggiornamenti e le presentazioni, non perdetevelo !

 

Tutti noi crediamo di avere esperienza della gioia. Almeno una volta, ognuno di noi, ha creduto di gioire nella propria vita. Solo che questa esperienza della gioia ha sempre una forma passiva. Ci accade di gioire. Non possiamo “volere” la nostra gioia, come non possiamo obbligare la gioia a ripresentarsi. Tutto ciò, questa separazione tra noi e la gioia, dipende dal nostro essere “separati” da noi stessi, tagliati in due dal processo di sfruttamento. Lavoriamo tutto l’anno per avere la “gioia” delle vacanze. Quando queste arrivano ci sentiamo in “obbligo” di “gioire” del fatto di essere in vacanza. È una tortura come un’altra. Lo stesso per la domenica. Un giorno allucinante. La rarefazione dell’illusione del tempo libero ci fa vedere la vacuità dello spettacolo mercantile in cui viviamo. Lo stesso sguardo assente fissa il bicchiere semivuoto, la televisione, la partita di calcio, la fiala di eroina, lo schermo dei cinema, le lunghe fila delle automobili, le luci pubblicitarie, le villette prefabbricate che hanno finito di uccidere il paesaggio. Cercare la “gioia” nel fondo di una delle diverse “recite” dello spettacolo capitalista è pura follia. È proprio quello che vuole il capitale. L’esperienza del tempo libero, programmato dai nostri sfruttatori, è letale. Fa desiderare il lavoro. Alla vita apparente si finisce per preferire la morte sicura.

( Alfredo Bonanno, 1977)

 

 

No trivelle, No farsa referendaria !

Credo che sia bene dirsele chiare, per cui non è il voto, tanto meno quello del 17 aprile sulle trivelle, ma è la lotta che decide.
Due robe in merito al referendum del 17 aprile:
- è progettato a minchia e impatta solamente sul (non) rinnovo delle concessioni già in essere
– i referendum non sono vincolanti per cui non serve a nulla
– nel 2011 si è vinto quello sull’acqua. nel 2016 l’acqua è ancora privatizzata/in mano a multiutility ipertrofiche quotate in borsa che servono a scaricare i debiti dei comuni. Non è bastato questo a dimostrare che l’istituto referendario è strutturalmente debole?
- smettetela di citare il referendum sul nucleare post Chernobyl: lì il referendum ha solamente sancito una situazione di fatto in cui la costruzione delle centrali nuove e la loro messa in esercizio era già bloccata da una diffusa mobilitazione di massa.
- se anche il referendum sulle trivelle fosse impostato in modo da bloccare tutte le trivellazioni per idrocarburi e venisse vinto non cambierebbe una minchia. Semplicemente importeremmo qualche milione di barile in più da posti tanto simpatici tipo la Nigeria dove la beneamata ENI fa danni da qualche decennio operando, insieme alle altre beneamate aziende petrolifere, e al governo locale un genocidio e un ecocidio. Il problema è che viviamo in una società strutturalmente fondata sulla distruzione di ambiente e comunità per estrarre valore (cosa che si fa sia con il petrolio che con i biocombustibili che sono la più grande minchiata degli ultimi 20 anni e che han contribuito ad un paio di carestie).
- tutta la pletora di associazioni tipo legambiente e robe simili fa pena
- quelli che si sforzano di dimostrare che il petrolio è tanto bello e le trivelle portano tanto bel lavoro e quindi sono buona cosa riescono a fare ancora più schifo delle associazioni citate al punto precedente.
- di come si fa una lotta vittoriosa sulle questioni ambientali evitando le trappole referendarie abbiamo svariati esempi anche in Italia
( Lorenzo Coniglione)

 

 

Fotografia sociale: Francesco Cito

Se un ragazzo avesse il desiderio di fare il reporter, cosa gli diresti?
«È da tempo, ormai, che non incoraggio più nessuno a intraprendere questa professione. In Italia e all’estero la situazione è la stessa.
Lavorano in pochi. Con le redazioni non si collabora più, se non per cifre ridicole. Ormai le rare volte che ti propongono un lavoro da realizzare, fosse anche una storia di copertina, la prima cosa che ti dicono è che non possono pagarti, se non cifre irrisorie, spese comprese.
A un mio caro amico che vive a Parigi, membro della defunta agenzia SIPA Press, le foto di archivio, gli vengono pagate 98 centesimi l’una. Alfred, un bravissimo fotoreporter sempre in prima linea, tra l’altro ferito gravemente in Cecenia, rapito per due mesi in Libano, ferito al Cairo durante la primavera araba, mi ha mostrato il suo rendiconto mensile di centocinquantotto euro».

http://www.spreafotografia.it/news/1823/riviste/il-fotografo/francesco-cito-la-forza-del-reportage/

 

Follonica, mostra e incontri sino al 10 aprile

 

 

 

il 2 aprile incontro con Alberto Prunetti

 

 

 

Ritrovo in casa questo intervento dal congresso di Lotta Continua del novembre 1976….
“… Mi pare ci siano problemi ben materiali compagni, sono problemi della nostra vita a cui voglio dare una risoluzione rivoluzionaria. Allora io chiedo ai compagni operai se hanno idea che cosa vuol dire essere espropriati del proprio corpo, sempre, e da due punti di vista. Io voglio dire se hanno idea di cosa vuol dire sentire usato continuamente il loro corpo per strada, in casa, in fabbrica, sui manifesti, al cinema. Voglio che si rendano conto di che cosa significa, perché tutte le volte che esprimono la paura che le cose vadano male dicono – non voglio prendermelo in culo- Cosa vuol dire? Che cosa se non il disprezzo che avete, i compagni operai in particolare, verso gli omosessuali? Vuol dire la paura che avete voi che il vostro corpo venga usato da altri!… Volevo mettere in luce un altro aspetto rispetto al corpo e come viene usato. Abbiamo gridato nelle manifestazioni che non vogliamo più essere macchine per la riproduzione. Io voglio rivendicare il diritto di abortire e di abortire magari in stato avanzato. Voglio sapere come reagiscono i compagni, perché non servono a niente le parole pubblicate sul giornale. Voglio sapere qual è la realtà dei fatti, e credo che sia molto diversa dalle parole. Allora non possiamo più accontentarci di queste cose compagni… Rispetto alla sessualità per voi è uno sfogo, per noi è una non -sessualità. Noi siamo costrette a partire dal rapporto più intimo con l’altro, dal rapporto più impegnativo, che è quello di far l’amore, e di lì abbiamo cominciato a ribaltare i ruoli sessuali. Uno slogan urlato nelle piazze dalle femministe che ha creato tanto scandalo era – dito, dito, orgasmo garantito, cazzo, cazzo, orgasmo da strapazzo! – Io vi dico compagni che le donne sanno di avere la clitoride e vedono nella clitoride questa esigenza di riaffermare una parte del nostro corpo, con le sue funzioni, perché siamo state espropriate nei modi più biechi : da questo punto di vista, oggi come possiamo rientrare nella centralità operaia?Le bambine non sanno di avere una clitoride, quale maschio non sa di avere il cazzo? Allora io riaffermo che c’è diversità nei bisogni di comunismo. C’è uno schema che vorreste imporre a tutti, e che a noi non va bene. C’è una pratica di lotta, oggi, per noi, che è diversa, che vuol dire autocoscienza, e autocoscienza per noi vuol dire riappropriarci della nostra storia, ricostruirla, vuol dire darci gli strumenti per interpretare la realtà, darci gli strumenti per aggredirla, modificarla da subito, oggi, a nostro favore. Allora in questo senso credo che il femminismo non si pratichi nel partito. Noi abbiamo riaffermato la volontà oggi di riscontrarle, di aprirle queste contraddizioni, e di vedere che organizzazione ne viene fuori. Con tutte le cose che ho detto, io la centralità operaia non la seguo più.”

( Laura, Torino )

 

 

 

“Non si combattono solo le battaglie che si è sicuri di vincere, si combattono tutte le battaglie che sentiamo nostre e che ci sembrano giuste. Si combattono addirittura le battaglie che si è sicuri di perdere. Perché altrimenti assumiamo a poco a poco l’anima di ciò contro cui vorremmo combattere.”
Antonio Moresco ( Scritti insurrezionali)

 

 

Cercando un’altra Turchia, appello per la libertà dei giornalisti incarcerati

http://ilmanifesto.info/storia/cercando-unaltra-turchia/


Libertà
Io vado, madre.
Se non torno,
sarò fiore di questa montagna,
frammento di terra per un mondo
più grande di questo.
Io vado, madre.
Se non torno,
il corpo esploderà là dove si tortura
e lo spirito flagellerà,
come l’uragano, tutte le porte.
Io vado madre.
Se non torno,
la mia anima sarà parola
per tutti i poeti.

Abdulla Goran
(poeta Curdo)

 

 

La più importante rivoluzione italiana  ( Vanessa Roghi )

Il 13 maggio non si è stabilito per legge che il disagio psichico non esiste più in Italia, ma si è stabilito che in Italia non si dovrà rispondere mai più al disagio psichico con l’internamento e con la segregazione. Il che non significa che basterà rispedire a casa le persone con la loro angoscia e la loro sofferenza. Franca Ongaro Basaglia, 19 settembre 1978

 

(Carla Cerati, Parma 1968)

continua a leggere…

http://www.internazionale.it/weekend/2015/02/28/franco-basaglia-la-piu-importante-rivoluzione-italiana

 

Memoria storica  11 marzo ’77 con Francesco Lorusso nel cuore. ( Foto di Enrico Scuro )

https://www.youtube.com/watch?v=TEd5MNYTEik

 

 

Per lo stato è indispensabile che nessuno abbia una sua volontà; se uno l’avesse, lo stato dovrebbe escluderlo, chiuderlo in carcere o metterlo al bando; se tutti avessero una volontà propria, farebbero piazza pulita dello stato. (Max Stirner)

 

 

 

 

 

 

Memoria storica, marzo ’78  Fausto e Iaio

 

https://www.youtube.com/watch?v=_8LHJ25Jh1Y

Fra poco parte il crowdfunding de Il sogno di Fausto e Iaio, film di animazione sulla storia dei nostri due compagni.

 

Collages: a sx   Giacomo Becatti a dx  Raffaello Pacini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bandiera anarchica siriana…. “Io sono libero quando tutti gli esseri umani che mi sono accanto – uomini e donne – sono ugualmente liberi.” – Mikhail Bakunin

 

 

Il cielo di Kronštadt lo portiamo dentro di noi, nei sogni e nella prassi di un agire libertario che non ha padroni e non riconoscerà mai alcun potere.

 

 

Emigrazione italiana in Brasile,amore  anarchia e altre storie

http://storicamente.org/emigrazione-femminile-in-brasile

 

Letto per voi: Nomadelfia il kibbuz ultracattolico in Maremma

Maremma ultracattolica simil Kibbuz : Nomadelfia
L’articolo non lo dice, ma da qui uscì Paolo Maurizio Ferrari, uno dei fondatori nel ’70 delle BR. Irriducibile, disse alla sua madre di vocazione di non scrivergli più. Uscito dal carcere dopo 33 anni, arrestato lo scorso anno per gli scontri alle manifestazioni no tav in Val di Susa

https://news.vice.com/it/article/dentro-nomadelfia

 

Film: Germania in autunno    di R.W. Fassbinder

dal film Germania in autunno di R. W. Fassbinder, i funerali di Andreas Baader, Gudrun Ensslin, Jan Carle Rasp uccisi in carcere, 1977è una scena bellissima, girata dal vivo, racconta bene due cose, il crepuscolo di un movimento e la solidarietà forte, vera, per chi ne facesse parte, anche se lontani da noi politicamente..

https://www.youtube.com/watch?v=gXYjvM9WcT4

 

 

 

Sono Anarchica perché ho bisogno di uno spazio che non sia limitato da moralismi inventati cattoborghesi. Sono Anarchica perché non sopporto le ingiustzie di questo mondo infame. Sono Anarchica perché la scuola ha tentato di incanalarmi nel patriottico amore. Sono Anarchica perché ho sorelle, fratelli e amici e non me ne frega un cazzo da dove vengono. Sono Anarchica perché i loro confini per me sono il nulla. Sono Anarchica perché sto sempre dalla parte degli opressi. Sono Anarchica perché non riconosco l’autorità di nessuno. Sono Anarchica perché la casa é di chi la abita, finché la abita. Sono Anarchica perché già da bambina volevo essere libera. Sono Anarchica perché le prigioni peggiorano le persone. Sono Anarchica perché la psichiatria é solo un affare sporco. Sono Anarchica perché anche le guerre sono un’altro affare sporco. Sono Anarchica perché la democrazia non esiste come non esiste dio. Sono Anarchica perché mi possono spezzare ma non mi piegheranno mai . Sono Anarchica perché piango se muoiono persone innocenti e su altre morti sputo. Sono Anarchica perché il capitalismo é violenza continua.Sono Anarchica perché il lavoro non nobilita l’uomo ma le tasche del padrone. Sono Anarchica perché solo l’anarchia può debellare il cancro del potere. Sono Anarchica perché loro sono i terroristi. Sono Anarchica perché amo madre terra. Sono Anarchica perché sono antispecismo. Sono Anarchica perché gli spazi vanno occupati. Sono Anarchica perché sono solidale. Sono Anarchica perché resto meravigliata guardando un fiore o il volo di una farfalla. Sono Anarchica perché so perdermi anche per le strade che conosco.

Sono Anarchica perché so sognare, sogno, lotto e sogno ancora.
Caterina Barbierato )

 

“Dichiarandoci anarchici proclamiamo inanzi tutto che rinunciamo a trattare gli altri come non vorremo essere trattati noi da loro; di non tollerare più la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza astuzia o abilità in maniera odiosa. Ma l’uguaglianza in tutto- sinonimo di equità- è la stessa anarchia ”

Petr. A. Kropotkin La morale anarchica

scarica qui gratis il libro

http://stradebianchelibri.weebly.com/millelirepersempre.html

L’anarchia spiegata a mia figlia : il nuovo libro di Pippo Guerrieri, BFS edizioni qui in free download e streaming

https://archive.org/details/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia

Io non credo nei partiti. Ma non perché siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perché non credo nella delega. [...] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull’amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni ’60 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un’istituzione disumana solo cancellandola. ”
( Ascanio Celestini )

https://www.youtube.com/watch?v=m4Ze55-ygRg

le foto di questo numero sono di Stefano Pacini, facenti parte del progetto fotografico “Noi sogniamo il mondo “, o di autori non identificati che ringraziamo anticipatamente

Link utili

www.stefanopacini.org

www.lavoroculturale.org

www.radiomaremmarossa.it

www.carmillaonline.com

www.ltmd.it

www.infoaut.org

http://collettivoanarchico.noblogs.org

www.senzasoste.it

www.finimondo.org

femminismo-a-sud.noblogs.org/

anarresinfo.noblogs.org

http://www.anarca-bolo.ch

Maremma Libertaria Esce quando può e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri, perchè le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell’aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu, che la Terra è nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d’ipocrisia e dare voce a chi non l’ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Più o meno questo è il Numero 20 del 11 marzo 2016. Maremma Libertaria può essere accresciuta in corso d’opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l’antagonismo , l’antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.

In Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell’alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte, complici vari , ribelli di passaggio, maremmani emigrati a Barcelona e Cagliari

No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidarietà e un bicchiere di rosso.

My way Sid Vicious !

http://youtu.be/HD0eb0tDjIk

 

Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libertà, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta

(Pietro Gori)

http://youtu.be/_KVRd4iny8E

Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera

(Pablo Neruda)

http://youtu.be/wEy-PDPHhEI

(Victor Jara canta Neruda)

Sempre, comunque e dovunque : Libertà per tutti i compagni arrestati !– Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! – liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- liberté pour les camarades emprisonnés!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit für inhaftierte Genossen!- ελευθερία για φυλακισμένους συντρόφους ! – الحرية لرفاق