Maremma Libertaria n 21

Libertà Uguaglianza Fratellanza Cinghialanza. A troncamacchioni sulle macerie dell’esistente

Se continua così tra vent’anni tutta l’Italia somiglierà a Milano” (Luciano Bianciardi, Lettera ad un amico, 1962)

“in generale il popolo di Maremma è composto di fuorusciti e banditi da altri paesi, di gente che ci cala dalla montagna per guadagnarsi il pane e di maremmani che devono spesso difendersi da quella gente (…)però quelli abitanti sono nella maggior parte senza religione, prepotenti, violenti, bestemmiatori, rissosi, dediti alla crapula ed al libertinaggio anche sudicio, indisciplinati resistenti alla giustizia, armigeri e non possono essere contenuti che col rigore, essendo i loro preti i primi che danno cattivissimi esempi in tutti i generi”  Da Pietro Leopoldo, “Relazioni sul governo della Toscana”, riportato in “Potassa. Storie di sovversivi, migranti, erranti, sottratti alla polvere degli archivi”, di Alberto Prunetti

“Potrei chiedere agli anarchici. Se c’è una cosa che va riconosciuta agli anarchici è la memoria lunga.Tengono una memoria perfino tignosa di ogni cosa. E’ logico, senza l’ assiduo esercizio di una buona memoria l’anarchia non sarebbe altro che un naufragio eterno. L’anarchia non costruisce nazioni, l’anarchia costruisce mondi.” (Maurizio Maggiani il Romanzo di una Nazione)

 

Né la loro guerra, né la loro pace. Per la rivoluzione sociale

È la pura logica della guerra. I due campi ci disgustano entrambi, e per la stessa ragione: tutti e due cercano di imporci il loro potere e la loro legge. L’uno nel nome del capitalismo e del regime democratico, l’altro nel nome della religione e della costruzione del nuovo Stato del califfato. E tutti e due perpetrano massacri. La sola differenza è che uno usa i bombardieri e l’altro utilizza i kamikaze. Entrambi hanno un nemico comune, un nemico mortale: la libertà. Lo Stato qui schiaccia la libertà per garantire lo sfruttamento capitalista e l’abbrutimento tecnologico. Lo Stato laggiù la schiaccia per imporre la sua legge che considera divina. Nella guerra che si fanno l’un l’altro, a subire le maggiori perdite sono le lotte per la libertà. Qui, come là. E non dimentichiamo che la guerra è letteralmente prodotta anche qui: le industrie di armamenti vanno a pieno regime, i centri di ricerca inventano armi sempre più micidiali e perfide, le imprese della sicurezza conoscono un boom senza precedenti.Di fronte allo stato d’emergenza, alla guerra che si appresta a divorarci, è ora di uscire dai ranghi. Uscire dai ranghi di ogni potere, si definisca democratico o islamico. Uscire dai ranghi per creare spazi di lotta per la libertà, per non soccombere al fatalismo rassegnato del bagno di sangue. Il luogo di incontro per i disertori dalle loro guerre e dalla loro pace fatte di sfruttamento feroce, per i ribelli contro ogni potere, è la lotta per la libertà.

Le nostre armi sono quelle della libertà: il coraggio di pensare da soli; la determinazione di sabotare i loro edifici, le caserme, le aziende, le prigioni; la solidarietà fra ribelli.I tempi a venire saranno difficili e sanguinosi. Ma è nelle tenebre che si riesce a veder ardere più radiosamente i fuochi di libertà, contro ogni Stato e contro ogni potere.

Anarchici

 

 

Barcellona 1936-2016: li abbiamo battuti una volta, li batteremo ancora, viva l’anarchia, morte al fascismo!

https://www.youtube.com/watch?time_continue=54&v=w_Twgu63nAQ

 


“mai avremmo pensato che fosse possibile mangiare senza inginocchiarci a un padrone…” A 80 anni dalla guerra civile di Spagna e dalla rivoluzione anarchica della Catalogna,la breve estate dell’anarchia, l’unica rivoluzione sociale del xx secolo

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=AO89eg_xNkw

Nel contesto di una feroce guerra civile tra fascismo e antifascismo, un radicato e forte movimento libertario prova a realizzare, nelle zone in cui il golpe militare è stato sconfitto, quella società di liberi e uguali per la quale si è sempre battuto. Vengono così sperimentate migliaia di collettivizzazioni urbane e rurali, e parallelamente viene combattuta una «guerra antimilitarista» basata sulle milizie volontarie. Questo peculiare intreccio di guerra e rivoluzione incide profondamente sul contrastato rapporto con il potere che segna l’azione anarchica e anarcosindacalista dell’epoca.

Questa che segue è una foto simbolo della guerra civile, di Barcellona, del luglio 1936, è una foto che ha 80 anni,ci racconta la storia della miliziana Marina Ginestà,ed  è anche  una foto senza tempo, che continua a vivere e a far sognare un mondo senza padroni e frontiere.

“Aveva la spensieratezza e l’ardore dei suoi diciassette anni, quando la mattina del 21 Luglio 1936 il fotografo tedesco Hans Gutmann la ritrasse sulla terrazza dell’Hotel Colón di Barcellona, abbandonato dai suoi facoltosi clienti in fretta e furia…Attraversato il conflitto come reporter e giornalista, solo molti anni dopo la fine della guerra, Marina Ginestà viene identificata come la ragazzina ritratta da Gutmann grazie a un ricercatore che scoprì la foto nell’archivio dell’agenzia fotografica EFE. La stessa protagonista così ha parlato di quello scatto: “E’ una bella foto che riflette il nostro umore in quei momenti. Dicono che ho uno sguardo ammaliante. Può darsi, allora nel nostro immaginario convivevano la mistica rivoluzionaria e proletaria con le immagini di Greta Garbo, Gary Cooper e degli altri divi di Hollywood”.

https://www.youtube.com/watch?v=lPGg-rVHPNk

 

Gerda Taro fu compagna di Robert Capa, ma fu soprattutto fotografa al fianco della rivoluzione spagnola, e fotografandola cadde sul fronte dell’Ebro….questo è un suo celebre scatto, che continua a vivere e germogliare nei nostri cuori

 

Intervista ad Abel Paz      https://www.youtube.com/watch?v=TElb5msbhq4

“Questi rivoluzionari di altri tempi sono invecchiati, ma non danno alcuna impressione di stanchezza. Non sanno cosa sia la leggerezza. La loro morale è silenziosa, ma non lascia spazio ad alcuna ambiguità. La violenza è a loro familiare, il piacere della violenza è invece profondamente sospetto. Sono solitari e diffidenti, ma appena si supera la soglia che li separa da noi, quella del loro esilio, si spalanca un mondo di ospitalità e solidarietà. Non sono dei malinconici, la loro cortesia è proletaria. La loro dignità è quella di gente che non ha mai capitolato. Non devono ringraziare nessuno. Nessuno li ha lanciati. Non hanno ricevuto nulla, nessuna sovvenzione . Il benessere non li interessa. Sono incorruttibili. La loro coscienza è intatta. Non sono minimamente sfasciati, la loro salute fisica è eccellente. Non sono depressi, non sono nevrotici, non hanno bisogno di droghe. Non si commiserano. Non si pentono. Le sconfitte non hanno insegnato loro a peggiorare. Sanno di avere compiuto errori ma non ritirano nulla. Gli antichi uomini della Rivoluzione sono più forti di tutto ciò che è venuto dopo di loro. ”

H. M. Enzensberger , capitolo finale de “La breve estate dell’anarchia-vita e morte di Buenaventura Durruti”

 

“Noi portiamo un mondo nuovo, qui  nei nostri cuori,questo mondo sta crescendo in questo istante…noi non temiamo le macerie, perché erediteremo il mondo”  Buenaventura Durruti 14 luglio 1896-20 novembre 1936

W il 14 luglio 1789, w il 18 luglio 1936, no pasaran !  al link qui sotto: Terra e libertà di Ken Loach

https://www.youtube.com/watch?time_continue=97&v=g88XK09fdn8

 

Guerra al nazislamismo, al fascismo e alla guerra infinita

Molti storceranno la bocca, ma la penso ancor più drasticamente di Charlie Hedbo. Il male sta nel manico, nella religione, nelle religioni, e nei suoi fedeli fanatici, che la brandiscono come un mitra, e in questo l’islam si presta anche bene, perché non è una semplice fede, è un modo di vita totale a cui la “politica” degli stati si adegua alla faccia della laicità. E se su questo si innesta la visione folle wahabita, le frustrazioni represse per decenni troveranno sfogo e deflagrazione.Poi, certo,  è tutto vero: le colpe immense del colonialismo e imperialismo occidentale, le colpe dello sfruttamento neocoloniale, le colpe della decomposizione di una sinistra terzomondista sulla cui putrefazione prosperano i vermi della palingenesi islamista,  interventi folli di “guerre umanitarie” che hanno buttato benzina sul fuoco,con gli USA apprendisti stregoni e il problema irrisolto e fuori controllo della Palestina…Ma chiudere gli occhi sulla enorme predicazione wahabita di un islam ottuso e fanatico finanziato con grandissimi mezzi in tutto il mondo dalla monarchia saudita e dagli Emirati arabi, non ci aiuterà. Senza quell’enorme flusso di denaro e mezzi, isis, al qaeda e nazislamici vari avrebbero ben poco peso e vita, e non ci sarebbe la guerra civile tra sunniti e sciti. Finché quelle monarchie non saranno distrutte non caveremo, anche per idiozia politica culturale e umana tipica del nostro ritenerci furbi belli e superiori, nulla. Lo dico meglio? Sauditi e Emirati arabi sono come i nazisti degli anni trenta, non è possibile trattare con loro, figuriamoci esserci alleati, farci affari e scusarli per ogni idiozia e atrocità contro il loro stesso popolo. Gli anarchici sono nemici mortali di ogni fanatismo religioso e fascismo comunque si rappresenti. Punto. ( Stefano)

 

 

“Eppure dobbiamo continuare a ragionare: anche nel momento più drammatico, anche quando non c’è più una via d’uscita, capire è la sola via d’uscita. Se la violenza che stiamo subendo ci toglie la capacità di pensare e di capire allora si è persa l’ultima battaglia.”
Il demonio, il suicidio e la guerra
di Franco Berardi Bifo leggi tutto         http://comune-info.net/2015/11/il-demonio-il-suicidio-e-la-guerra/

“Non siamo in crisi. Tu ti perdi nella cronaca, Kobane, Ramadi, Palmira… E anche con Falluja, ora, cosa cambia?”, dice. “A me interessa il senso delle cose, la direzione ultima della storia. Vent’anni fa non esistevamo. Oggi siamo al centro dell’attenzione…Possiamo perdere Raqqa e Mosul ma possiamo comunque colpirvi in qualsiasi momento. Non ho bisogno di organizzare un attentato come quello dell’11 settembre. Posso spaccarti la testa con un mattone in questo esatto istante. Dove c’è un infedele, c’è un pericolo”……“Io non voglio diventare come te, non voglio fare una rivoluzione per diventare uno che per conservare i suoi privilegi, per comprarsi l’iPhone nuovo ogni sei mesi, è disposto ad affamare il resto del mondo. Perché questa è la tua società, questa è la tua cultura, mica Kant e Rousseau. Tu non ne vedi la violenza perché è una violenza sofisticata, ma non per questo meno feroce. Il sangue è la violenza dei poveri. E io non ho alternative. Non ho niente da perdere. Grazie all’11 settembre, siamo tornati a esistere. Se è di questo che avete bisogno per capire, per accorgervi di noi, l’avrete”……..(il gruppo Stato Islamico, interviste di Francesca Borri)

Qui reportage completo http://www.internazionale.it/reportage/francesca-borri/2016/07/04/jihadisti-stato-islamico-intervista

 

(bandiera anarchica siriana con citazione di Bakunin, “sono veramente libero solo quando tutti gli esseri umani, uomini e donne, lo sono”)

 

Turchia: perfettamente riuscito il golpe (del boia Erdogan)

Livorno, c’è.

Qui intervista  ad attivista anarchica di Istanbul

http://www.dinamopress.it/news/turchia-il-tentativo-di-golpe-aumenta-la-spirale-di-violenza-e-fondamentalismo

 

 

 

Sante Notarnicola, bandito.

“Voi continuerete a imprigionare tutti coloro che vi danno fastidio o sono un pericolo per il vostro disordine costituito. Voi getterete in carcere i pacifisti, gli obiettori di coscienza, noi li aiuteremo a superare le asprezze e le privazioni di questa vita e di questo ambiente. I detenuti comuni, gli sbandati, i ribelli senza speranza, noi ve li ritorneremo con una coscienza rivoluzionaria. Questo è il mio impegno, questo è il vostro errore. Voi credete di aver vinto e invece, anche con me, avete già perso la battaglia“. ( N d R) Altri tempi, altre speranze, altre battaglie……..

“« La parte più buffa del viaggio fu la scorta. Spropositata! Pantere di scorta, controlli a ogni stazione, divieto ai civili di avvicinarsi allo scompartimento. Dimostravano di avere una paura maledetta, sghignazzavo e li sfottei per tutto il viaggio, gli ricordai che quando sarebbe giunto il momento tutto quello non poteva servire, non potevano mica scortare tutto il popolo! Comunque, l’apparato funzionò perfettamente fin dopo Firenze, poi il caos, e più si andava a sud, più si notava il menefreghismo. Il Sud. Erano anni che non ci venivo, anzi si può dire che non ci ero più tornato, solo una volta mi ero spinto più in là di Roma. Fu quando mi sposai e non mi resi conto pienamente di tutta la miseria e la povertà di queste regioni. Due erano le cose che più mi facevano male: il mare e i bambini. Tutta la costa calabra, decine e decine di chilometri, senza una barca, un peschereccio. Sembrava un mare inutile. In Liguria, per esempio, ti rendi subito conto che il mare è utilizzato, basta guardare le spiagge sempre operose e le navi al largo. Lì niente di tutto ciò, anche le attrezzature turistiche: pochissime e povere. Un mare così dà un senso di tristezza. Poi i bambini. Molti malnutriti, tutti malvestiti. Mi rivedevo, tornavo indietro nel tempo e ricordavo quando avevo sempre fame e sempre freddo. Quanta rabbia sentivo! Specialmente quando guardavo i carabinieri, molti erano di quei posti, mi dicevo, possibile che non guardino? E cosa vedono? Cosa sentono? Possibile che non capiscano? Guardavo le loro facce, pensavo di parlargli, chiedere. Ma decidevo di no. Non potevano capire o forse sbagliavo io a non farlo. Mah! In quel momento decisi che non c’era nulla da fare. Preferivo stare zitto, in silenzio con la mia pena e i miei pensieri. Avola. È a pochi chilometri da Noto. Bene, la povertà di Avola è come ricevere uno schiaffo. Tutte le autocritiche del mondo non servono a far scemare la voglia di prendere in mano il mitra. Sapevo di certi paesi in cui sono tutti emigrati, capivo benissimo. Ciò che mi faceva male di più era quell’aria di rassegnazione, quegli uomini sulle piazze che aspettano, da quando sono nati, aspettano. Ma cosa, perdio? E chi non aspetta se ne va via, nei carabinieri, in Germania o a Milano e poi magari ritorna, come tornavo io, con la stessa valigia di cartone e in più un paio di manette ai polsi. Anch’io avevo fatto fortuna al Nord, gente, non vedete? non sentite le sirene della polizia? Largo, ero tornato, avevano annunciato per radio il mio arrivo, non sentivano? Tornavo dal Nord; spostatevi in fretta, gente, c’è una cella che mi aspetta. Merda! E no Sante, − mi dicevo − non ti lamentare, non sei stato al gioco, cosa volevi? dovevi tener giù la schiena, come fanno gli altri, invece… no, cari, no, avrò sbagliato ma perdio quella fine no. »

Continuons le combat !

Francia, le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono (nella foto, arte operaia, portuali di Le Havre)

Quando la “democrazia borghese” getta la maschera mostra quel che è: una scatola vuota.Che può essere gestita in modo indifferente tramite la parvenza del consenso elettorale sia dalla destra feroce sia dalla “sinistra” sedicente umana. Non era previsto, non era ammesso, il piccolo dettaglio che i lavoratori francesi si rifiutassero di chinare la testa ad una legge capestro di nuovo e più ampio sfruttamento rimuovendo le ultima garanzie costate decenni di lotte. Per cui, decreto, senza passaggio parlamentare, e cariche violente della polizia con centinaia di arresti e denunce alle manifestazioni di protesta. Ma non è così facile e scontato l’esito, il re è nudo, la farsa elettorale mostra tutta la sua inutilità. Nessuna delega, azione diretta, autogestione. (Erasmo)

 

Francia, il nostro europeo…

 

Il M5S cresce nel deserto della sinistra, non nel suo momento di massima forza e/o mobilitazione. E’ un soggetto che nasce dalle ceneri della rappresentanza politica del mondo del lavoro, dalle polveri dei movimenti sociali e della partecipazione politica. Non “impedisce” alcunché, colma piuttosto un vuoto….Se il fascismo ci diceva paradossalmente della forza della sinistra, il Movimento 5 Stelle ci racconta oggi della sua debolezza. E’ la scomparsa della sinistra che produce Grillo, non è Grillo che impedisce alla sinistra di risorgere. Poi, ma solo secondariamente, il M5S funziona anche come “specchietto per le allodole”, sviando e rimasticando sincere istanze di lotta ricalibrandole su obiettivi feticizzati quali appunto la presunta “casta”. ( un intervento interessante, anche se penso che comunque quello dei 5 stelle sia un approccio settario fideistico, testimoni di geova dell’ “onestà” )    leggi – http://www.militant-blog.org/?p=13195

 

Memoria storica. Giorgiana Masi

 


“Mi trovo in piazza della Cancelleria, all’angolo con corso Vittorio Emanuele. E’ un pomeriggio orrendo di cariche continue, ripetute,
molto violente e rimango tagliato fuori posizione rispetto agli altri miei colleghi fotografi. Il ragazzo con i ricci e la tolfa in primo
piano è un agente in borghese. Scatto una foto, poi un’altra. Lui se ne accorge e dice al superiore al suo fianco: “Guarda che
quello mi ha fotografato”. E il capo gli risponde: “Ma lascia perdere, non vedi che casino… “. Devo essere sincero, non mi sembrò
di aver fatto nulla di speciale. I poliziotti infiltrati nei cortei erano la regola. Ma quando vidi Cossiga giurare davanti al paese e al
Parlamento che quel giorno non c’erano agenti in borghese, capii che c’era qualcosa che non andava. Qualcosa di molto grave.
Mi alzai dal letto e feci il giro dei giornali che conoscevo con quelle foto. Mi accorsi come un paese intero non volesse la verità
e l’evidenza delle cose. Ancora oggi mi spiace dirlo. Nonostante le denunce circostanziate anche la stampa più vicina a noi non
volle raccogliere le ammissioni esplicite di uomini delle forze dello Stato. Nei corpi armati qualcuno non era d’accordo nell’uccidere
delle donne inermi. Mi capitò che degli esponenti della polizia romana, incontrandomi per la strada, cercassero di farmi riflettere.
Frasi come: “I nostri colleghi che lei ha fotografato erano maschi e la ragazza uccisa era donna”. Con delle pause insistenti, a
sottolineare le parole. Battute ripetute una volta, due. Allora ho cominciato a interrogarmi e tutto mi apparse chiaro: hanno ucciso
una donna per non rischiare di colpire un loro collega. Poi anche l’incontro con quell’ufficiale… Un giorno, alcuni mesi dopo l’omicidio,
mi trovo in un bar di una centrale piazza di Roma. Un ufficiale in divisa di un corpo armato dello Stato mi saluta e mi chiede:
“Come va la questione a cui lei è molto interessato, il caso di Giorgiana Masi? “. Risposi che non avevo purtroppo più avuto modo
di seguirla. Sapevo solo che tutto era stato insabbiato, perchè il calibro del proiettile che uccise Giorgiana non era in dotazione alle
forze di polizia. Ma questo ufficiale, che evidentemente mi aveva abbordato proprio per imboccarmi, mi rispose: “Non nelle azioni
di ordine pubblico, ma i tiratori scelti del poligono di Nettuno si allenano con carabine di quel calibro”. Mi salutò e se ne andò. Lo
dissi ai giornali, ma la notizia uscì solo sul quotidiano delle femministe “Donna” e su “Noi Donne”, Sai, erano voci senza prove. Ma
ancora oggi credo che quelle persone avevano l’intenzione sincera di fare sapere la verità a tutto il paese.”
Tano D’amico 2005

 

 

Gian Maria Volontè  La classe operaia va in paradiso

“Lo studente li’ fuori mi ha detto, che noi entriamo qui dentro di giorno quando e’ buio e usciamo quando di sera e’ buio.
Ma che vita e’ la nostra?!?
E noi via, che andiamo avanti, avanti, avanti, avanti, per queste 4 lire vigliacche fino alla morte.
Io propongo questa proposta, di lasciare subito il lavoro tuut e chi non lascia il lavoro subito adesso e’ un crumiro, e’ un faccia de merda!!!”

 

https://www.youtube.com/watch?time_continue=6&v=U08cTsDtZHY

 

Memoria storica, Calo Giuliani, la Diaz, Genova G 8, 2001

Noi non dimentichiamo nulla, noi non perdoniamo niente


Film: Diaz, non pulite questo sangue di A. Vicari     https://www.youtube.com/watch?v=0k1uMWRe2I4

Genova, memoria non condivisibile, tempo su cui non passa il tempo. Fatto epocale che spezza la storia, impossibile ricominciare se non si passa da lì, se non si decide lì chi siamo Noi e chi sono Loro.
Ne abbiamo visti martiri, ne abbiamo pianto vittime, ne abbiamo accusati colpi, ne abbiamo avuti anche rari momenti di rade soddisfazioni, in Valle e in piano.
Ma Genova è l’ultimo momento collettivo, non una ritirata strategica, non una barricata da difendere, non una trincea, non solo una critica, qualcosa da non fare.
Genova era un’affermazione – imprecisa, confusa, insufficiente, disomogenea – ma il segno di un modo diverso di vivere, una proposta per tutti.
Il sogno, la traccia, il profilo visto in lontananza, l’idea che “elle n’est pas morte”.
Genova proponeva non la semplice constatazione che “questo mondo è impossibile”, ma che forse ne è necessario un altro.
Quella speranza che non dà tregua e si chiama Rivoluzione.
Per questo fa paura, per questo nemmeno la morte – che mette d’accordo sempre tutti – suscita un minimo non dico di pietà ma di contegno.
Perché davvero non è uno slogan dire che chi lì è morto, è vivo, e chi come me è rimasto solo ferito si porta addosso la cicatrice che fa la Vita, l’idea della Libertà e della Giustizia.
Per questo non mi so rassegnare. ( Alessio Lega)

 

 

gli anarchici sono contro ogni frontiera, nostra patria il mondo intero


Europa, oggi

Può più una foto di una fucilata. Iesha Evans, 28 anni, foto icona delle proteste a Baton Rouge, USA

A Dallas quello che è stato per anni un massacro unilaterale è diventato una guerra a tutti gli effetti.
Il cecchino che ha ucciso cinque poliziotti non l’ha fatto perché li ritenesse personalmente responsabili della sistematica strage di afroamericani che aveva contato due nuove vittime il giorno prima, ma per la divisa che portavano, considerata ormai quella d’un esercito nemico, una forza d’occupazione.
Per i loro colori, compreso quello bianco della pelle, perché i colori del nemico.
Gli USA sono in guerra ai quattro angoli del mondo come al loro interno.
La guerra è ciò che li contraddistingue da sempre, nella realtà fisica come nell’immaginario collettivo.
La guerra è la loro religione di Stato, il cui primo comandamento, portare armi, è fissato nella Costituzione fra i diritti inviolabili.
Il loro fuoco zoroastriano che arde perennemente, il principale motore di molte loro industrie chiave, compresa quella dello spettacolo.
Il bagno di metallo fuso col quale vogliono purificare il mondo.
La fornace nella quale forgiano la loro identità nazionale, e nella quale la loro identità nazionale si dissolve.
Il cecchino, afroamericano reduce dall’Afghanistan, è stato ucciso con un drone esplosivo molto simile a quelli usati in Afghanistan.
Il giorno dopo, un altro afroamericano è stato ammazzato dalla polizia.
Il fronte eterno e infinito sul quale gli americani combattono percorre tutto il pianeta.
Non c’è ritorno a casa, non c’è tregua.
La guerra continua. (Alessandra Daniele)

In ricordo di Maria Soledad Rosas, Sole, anarchica argentina, che con Baleno si battè contro la Tav a costo della sua stessa vita.

(In Val di Susa oramai sono ai domiciliari pericolosi attivisti anche di 70 anni, pensionati,casalinghe, processi su processi, è stata condannata penalmente persino una antropologa che ha osato presentare una tesi sul movimento no tav, per contiguità…..questo è lo stato, questa è la sua democrazia, questa è la sua giustizia.)

 

Memoria storica Africo. Gli africoti lottarono per la casa e la terra, per la salute e l’istruzione, per il lavoro, per una vita degna, contro la fame, contro i potenti. Un gruppo di loro, gli anarchici di Africo , mostrarono per primi le collusioni tra stato, apparati repressivi, chiesa e ‘ndrangheta, senza paura anche con le armi in mano.Puntarono il mirino verso quel sistema che con il fenomeno della migrazione e dei favori, vedeva aumentare i propri guadagni e i propri possedimenti e ne pagarono il costo con la vita e anni di carcere.Che la loro storia possa continuare ad essere pericolosa, non solo nel ricordo ma soprattutto nell’esempio.

http://www.inaspromonte.it/ricordo-ciao-peppe-anarchico-africoto/

 

Per Camillo Berneri

“L’utopia accende una stella nel cielo della dignità umana ma ci costringe a navigare in un mare senza porti”

 

Anche no, anche basta per favore, non se ne può più di tutti quelli che si definiscono “anarchici” come dicessero che hanno preso un taxi. Albertazzi era un repubblichino rastrellatore di partigiani, solo in un Paese come l’Italia è potuto campare tranquillo dopo l’amnistia del dopoguerra. Dario Fo aveva aderito pure a Salò, è stato maoista e ultimamente è culo e camicia con la Casaleggio e soci di mezza pensione.(Ulisse)

 

Noi sogniamo il mondo è in libreria o lo trovate durante il Maremma Libertaria tour

“Noi sogniamo il mondo” non è solo un libro fotografico di reportage che abbraccia luoghi e genti, è un sogno lungo quarant’anni, un viaggio verso Itaca che non finisce più, un diario fotografico, una serie di domande senza tempo sul senso della vita, sulla memoria, di una generazione che declinava il noi partecipativo, dai giochi di strada all’esplorazione del mondo, al sogno di una vita diversa illuminata di sorrisi, nutrita di utopia. Ha richiesto una vita intera, spesa camminando per le strade con unica bussola la libertà, sempre andando e fotografando, sempre domandando, domande che non si esauriscono mai, che rimarranno ad interrogare chi verrà dopo di noi, e proverà ancora emozioni e sarà stimolato a riflessioni e chissà, persino nuovi sogni. Certe fotografie oramai hanno una vita propria, e non smetteranno mai di vivere. Fotografando il mondo se ne diventa parte, e mettendo in circolo queste foto si condivide la sua sterminata umanità e bellezza, unico antidoto contro la paura, l’odio, la guerra…..

http://www.cpadver-effigi.com/blog/noi-sogniamo-il-mondo-stefano-erasmo-pacini/

 

 

Sono Anarchica perché ho bisogno di uno spazio che non sia limitato da moralismi inventati cattoborghesi. Sono Anarchica perché non sopporto le ingiustzie di questo mondo infame. Sono Anarchica perché la scuola ha tentato di incanalarmi nel patriottico amore. Sono Anarchica perché ho sorelle, fratelli e amici e non me ne frega un cazzo da dove vengono. Sono Anarchica perché i loro confini per me sono il nulla. Sono Anarchica perché sto sempre dalla parte degli opressi. Sono Anarchica perché non riconosco l’autorità di nessuno. Sono Anarchica perché la casa é di chi la abita, finché la abita. Sono Anarchica perché già da bambina volevo essere libera. Sono Anarchica perché le prigioni peggiorano le persone. Sono Anarchica perché la psichiatria é solo un affare sporco. Sono Anarchica perché anche le guerre sono un’altro affare sporco. Sono Anarchica perché la democrazia non esiste come non esiste dio. Sono Anarchica perché mi possono spezzare ma non mi piegheranno mai . Sono Anarchica perché piango se muoiono persone innocenti e su altre morti sputo. Sono Anarchica perché il capitalismo é violenza continua.Sono Anarchica perché il lavoro non nobilita l’uomo ma le tasche del padrone. Sono Anarchica perché solo l’anarchia può debellare il cancro del potere. Sono Anarchica perché loro sono i terroristi. Sono Anarchica perché amo madre terra. Sono Anarchica perché sono antispecismo. Sono Anarchica perché gli spazi vanno occupati. Sono Anarchica perché sono solidale. Sono Anarchica perché resto meravigliata guardando un fiore o il volo di una farfalla. Sono Anarchica perché so perdermi anche per le strade che conosco.

Sono Anarchica perché so sognare, sogno, lotto e sogno ancora.
Caterina Barbierato )

 

 

Festa delle autoproduzioni, 9-10-11 settembre Siena, Corte dei miracoli, Maremma Libertaria e Fotografi Contro partecipano

 

 


 

Maremma Libertaria aderisce e partecipa con il laboratorio fotografico-Noi sogniamo il mondo

 

Brexit, afa, fastidi vari…..noi comunque tifiamo anarchia !

https://www.youtube.com/watch?v=na7A3-UCCYE

 

“Dichiarandoci anarchici proclamiamo inanzi tutto che rinunciamo a trattare gli altri come non vorremo essere trattati noi da loro; di non tollerare più la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza astuzia o abilità in maniera odiosa. Ma l’uguaglianza in tutto- sinonimo di equità- è la stessa anarchia ”

Petr. A. Kropotkin La morale anarchica

scarica qui gratis il libro

http://stradebianchelibri.weebly.com/millelirepersempre.html

L’anarchia spiegata a mia figlia : il nuovo libro di Pippo Guerrieri, BFS edizioni qui in free download e streaming

https://archive.org/details/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia

Io non credo nei partiti. Ma non perché siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perché non credo nella delega. [...] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull’amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni ’60 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un’istituzione disumana solo cancellandola. ”
( Ascanio Celestini )

https://www.youtube.com/watch?v=m4Ze55-ygRg

le foto di questo numero sono di Stefano Pacini, facenti parte del progetto fotografico “Noi sogniamo il mondo “, Tano D’Amico o di autori non identificati che ringraziamo anticipatamente

Link utili

www.stefanopacini.org

www.lavoroculturale.org

www.radiomaremmarossa.it

www.carmillaonline.com

www.ltmd.it

www.infoaut.org

http://collettivoanarchico.noblogs.org

www.senzasoste.it

www.finimondo.org

femminismo-a-sud.noblogs.org/

anarresinfo.noblogs.org

http://www.anarca-bolo.ch

Maremma Libertaria Esce quando può e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri, perchè le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell’aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu, che la Terra è nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d’ipocrisia e dare voce a chi non l’ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Più o meno questo è il Numero 21 del 18 luglio 2016. Maremma Libertaria può essere accresciuta in corso d’opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l’antagonismo , l’antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.

In Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell’alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte, complici vari , ribelli di passaggio, maremmani emigrati a Barcelona e Cagliari

No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidarietà e un bicchiere di rosso.

My way Sid Vicious !

http://youtu.be/HD0eb0tDjIk

 

Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libertà, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta

(Pietro Gori)

http://youtu.be/_KVRd4iny8E

Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera

(Pablo Neruda)

http://youtu.be/wEy-PDPHhEI

(Victor Jara canta Neruda)

Sempre, comunque e dovunque : Libertà per tutti i compagni arrestati !– Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! – liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- liberté pour les camarades emprisonnés!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit für inhaftierte Genossen!- ελευθερία για φυλακισμένους συντρόφους ! – الحرية لرفاق


Apprendiamo di una nuova campagna del boia Putin di arresti di compagni anarchici….

Facciamo appello ai compagni di tutto il mondo affinché dimostrino la loro solidarietà agli anarchici e antifascisti russi, prigionieri dello stato di polizia di Putin, affinché si riesca a diffondere quanto più possibile questa campagna di solidarietà, anche organizzando ove è possibile delle iniziative per informare, dove si potrebbero scrivere delle lettere ai detenuti, od organizzare una raccolta fondi, un’azione di protesta davanti all’ambasciata russa del vostro paese, o una qualsialtra azione di solidarieta, il limite sta solo nella vostra fantasia.

                                 Svoboda dlya anarkhistov arestovan !