Noi sogniamo il mondo – una bella immagine chiede -

Blog  Aspettando il caffè    di Stefania Gennai    Firenze  aprile 2017

 

«Una bella immagine chiede.» Tano D’Amico

 

Noi sogniamo il mondo di Stefano Erasmo Pacini è un libro fotografico capace di appassionare e coinvolgere quanto un romanzo. Infatti, scorrendo gli scatti che lo compongono, resta difficile non emozionarsi e porsi domande di fronte ad alcuni volti, luoghi o eventi storici.

Le fotografie qui raccolte attraversano, seguendo un criterio grosso modo cronologico, quarant’anni di carriera del fotografo maremmano e così, seguendo il suo obiettivo, ci incamminiamo insieme a lui in un viaggio all’indietro verso quello che eravamo e dentro la storia degli ultimi anni.

Abbiamo ballato una sola estate (1976) 

Si parte dagli anni ’70 in Italia dai movimenti di quegli anni e di lì a poco approdiamo nel Portogallo della Rivoluzione di Garofani. C’è poi Cuba, fotografata a più riprese, il Marocco, Mostar, l’Est europeo, Barcellona, i Rom, il nostro Sud e non ultimo quello che per me è ormai un luogo dell’anima, la Maremma.

In tutto questo, le foto che scorrono sotto i nostri occhi sono vive e vegete, capaci di parlarci e interrogarci anche se alcune di loro hanno sulle spalle quasi quarant’anni di vita. Ve ne sono alcune toccanti, poetiche, arrabbiate, dolorose, ma quello che non troverete – ve lo garantisco – è la nostalgia e il guardarsi indietro pensando che ormai il meglio sia dietro le spalle. Queste pagine sono materia viva che continua a “chiedere”, così come ci ricordano le parole di Tano D’Amico nell’introduzione.

Del resto, di questo mio pensiero, sono convinta di trovare conferma anche nel titolo del libro che, probabilmente non a caso, sfoggia un bel presente – noi sogniamo – piuttosto che un mesto imperfetto, noi sognavamo.

Republica Lisboa (1975) 

Purtroppo non ho competenze di tecnica fotografica, ma da semplice lettrice credo serenamente di poter affermare che, scorrendo gli scatti di questa raccolta, sia impossibile non notare un tratto comune a tutte le immagini, indipendentemente dal loro contesto, e che sembra non essere stato scalfito un momento nel corso degli anni.
Infatti, tutte le foto possiedono un impalpabile, ma determinante, tocco poetico capace, attraverso un meraviglioso bianco e nero, di restituire tutte le sfumature del mondo che ci circonda, anche di quello che sogniamo.

Non sorprende dunque che in nessuna foto venga ricercata l’immagine scioccante a tutti i costi, o visivamente violenta e impattante ma, al contrario, l’occhio del fotografo è uno sguardo sottile e attento che attraverso un particolare sa schiuderci davanti agli occhi una miriade di significati.

Chiudono il libro alcune fotografie del Portogallo dei giorni nostri, luogo in cui Stefano Erasmo Pacini è ritornato in occasione del 40° anniversario della rivoluzione e dove le sue foto dell’epoca sono state esposte in una mostra celebrativa. Col ritorno in Portogallo si chiude il cerchio di questa raccolta, ma sinceramente mi auguro che se ne aprano altri ancora, verso altri mondi e altri sorrisi.

«Sono andato per il Mondo, sempre fotografando, sempre domandando, sempre ricevendo tanta umanità, sorrisi e bellezza. Che la fotografia, come diceva l’anarchico Camillo Berneri a proposito dell’Utopia, accende una stella nel cielo della dignità umana ma ci costringe a navigare in un mare senza porti.» (Stefano Erasmo Pacini, introduzione al libro)

 

Trapezio, Rondinella (2013) 

 

Stefano Erasmo Pacini, Noi sogniamo il mondoEffigi Edizioni, 2016