Da "La Repubblica", 23 aprile 2003

Si tolse la vita a 32 anni. Decise di interrompere così un'esistenza fatta di delusioni, di lacerazioni profonde. Tutto iniziò all'Università di Pisa, dove un professore gli tenne bloccata la tesi di laurea per lungo tempo a causa di divergenze sul titolo. Quel docente si chiamava Marcello Pera. Poi il travaglio del servizio militare. L'isolamento. Il suicidio. Di Daniele Boccardi oggi rimane un libro, intenso e cattivo, struggente e lancinante: Vite minime - Scritti diseducativi. Racconti esemplari che narrano la «non-vita» con lucidità caustica. Una poetica che ricorda Luciano Bianciardi con il quale Boccardi condivideva non solo l'assonanza del cognome, ma anche la nascita grossetana. La pubblicazione di questo libro postumo è il nuovo grido di battaglia di Marcello Baraghini, l'editore di Stampa Alternativa, l'uomo scomodo delle patrie lettere, colui che ha inventato l'editoria supereconomica, che ha pubblicato libri sfidando censure più o meno politiche: e sarà proprio lui a aprarlare di Boccardi ma anche della sua attività di contro-editore, oggi alla Libreria Edison, primo incontro del ciclo "La fabbrica dei libri" dedicato alle piccole case editrici che, con il loro silenzioso lavoro spesso sconvolgono il grande mercato armate di attenzione al nuovo, ad una letteratura che si sporca le mani [...] [F.P.]