Da "Il Tirreno", 1 marzo 2003

Vita di provincia
In ricordo di Daniele Boccardi, l'ultimo ribelle


Leggere Daniele Boccardi significa quanto poco i giovani scrittori lanciati dai grandi editori riescano a raccontare il disagio di vivere. Ma ora, dopo alcune pubblicazioni mal distribuite, i racconti, gli aforismi, le fiabe e le poesie di Daniele Boccardi, scrittore di grande valore, ragazzo morto suicida a 32 anni, talento rimasto a lungo sconosciuto, sono raccolti in un volume che a questo punto diventa colpevole ignorare. Sono gli scritti diseducativi, secondo una definizione di Boccardi stesso, che scarnificano la vita di provincia e ne fanno il paradigma di ogni vita da scarnificare. Il libro sarà presentato oggi alle 16 al teatro Goldoni di Massa Marittima, con una piéce musical-teatrale dei Torcida basata su testi di Boccardi: aforismi, poesie e il bellissimo racconto Una mano sulla spalla.
A parlare del libro, Roberta Pieraccioli e l'editore Marcello Baraghini. Forza narrativa, stile originale e controllato, anche negli scritti più giovanili Boccardi può essere accostato a Luciano Bianciardi o a Tommaso Landolfi. Con il primo ha in comune il fare della provincia il teatro della sua narrativa, anche se la provincia di Boccardi non è quella calma e amata da Bianciardi, osservatorio quasi privilegiato di una vita in divenire, ma quella soffocata e soffocante dell'Italia di oggi, prigione e manifesto di una vita che declina nella distrazione e nell'indifferenza che in questo paese subiscono i giovani, soprattutto se di talento. Dalla terra di Maremma che ne è teatro, gli scritti di Boccardi si stendono come una patina corrosiva su un'Italia ingrata, e raccontano lo stridere dell'esistenza, la ribellione di chi rifiuta ogni via di fuga, salvo scegliere, per ribellione suprema, quella più definitiva.

David Fiesoli